Come Diventare Arbitro di Calcio: tutte le informazioni

Passione, tenacia e studio costante: ecco la ricetta che dovrà “preparare” chi si chiede come diventare arbitro di calcio. Ne parliamo diffusamente nel post!

“Quasi tutti quelli che parlano di calcio hanno giocato a calcio almeno una volta nella vita. Quasi tutti quelli che parlano di arbitri non hanno mai arbitrato una partita nella loro vita.” Se non vi rispecchiate in questa frase di Nicola Rizzoli perché intendete arbitrare eccome una partita – nonché farlo con cognizione di causa – allora date un’occhiata al nostro articolo: illustriamo come diventare arbitro di calcio tramite tutte le informazioni e i consigli del caso.

Se non vi rispecchiate in questa frase di Nicola Rizzoli perché intendete arbitrare eccome una partita – nonché farlo con cognizione di causa – allora date un’occhiata al nostro articolo: illustriamo come diventare arbitro di calcio tramite tutte le informazioni e i consigli del caso.

 

Come diventare arbitro di calcio: iter accademico

Per diventare il top della gamma in campo arbitrale servono diversi elementi. Innanzitutto sarà necessario possedere un’ottima preparazione, per alimentare la quale ci vorrà uno studio costante. E, a proposito di studio, chi si domanda come diventare arbitro può iniziare questo percorso iscrivendosi a una facoltà di Scienze Motorie, anche online.

In questa maniera potrà conseguire un titolo di laurea riconosciuto dal Miur senza dover sacrificare altri impegni e tantomeno la passione per il calcio. Questo perché la teledidattica delle Università Telematiche permette di studiare dal dispositivo, dal luogo e nelle tempistiche che si preferiscono. Ecco qui di seguito i loro corsi di laurea in Scienze Motorie online:

Sebbene conseguire una laurea non sia obbligatorio per diventare arbitro, è certamente consigliabile. Dopotutto il piano di studi di scienze motorie, oltre alle materie tecnico-sportive, comprende diversi insegnamenti di stampo psicologico, i quali aiuteranno il futuro arbitro a padroneggiare la comunicazione interpersonale anche in situazioni di stress (che durante le partite non sono così inusuali, come sa chi segue lo sport!).

Una volta ottenuto il titolo di laurea in Scienze Motorie, chi si interroga sul come diventare arbitro di calcio dovrà affinare le competenze acquisite tramite i corsi AIA. Andiamo a vedere esattamente in cosa consistono.

Il corso AIA per diventare arbitro

L’acronimo AIA sta per Associazione Italiana Arbitri, che si configura come la settima componente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Il compito dell’AIA consiste nel reclutare e formare i futuri arbitri, e a tal fine organizza dei corsi gratuiti aperti a candidati di ambo i sessi.

Chi si chiede come diventare arbitro di calcio potrà parteciparvi se in possesso dei seguenti requisiti:

  • dovrà essere cittadino della Comunità Europea, con documento di identità valido, o cittadino extra comunitario dotato di regolare permesso di soggiorno
  • aver compiuto il 15° anno di età e non aver maturato il 35° alla data dell’esame del corso;
  • aver conseguito almeno il titolo di studio della scuola media inferiore dell’obbligo;
  • essere in possesso del certificato di idoneità alla pratica agonistica;
  • avere conseguito come minimo il titolo di studio della scuola dell’obbligo;
  • avere sempre tenuto una irreprensibile condotta civile e sportiva;
  • essere in possesso del certificato di idoneità alla pratica sportiva generica e della dichiarazione di attitudine specifica, che viene rilasciata dalla commissione medica arbitrale.

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Come funziona l’esame del corso AIA?

I corsi AIA durano sui 3 mesi, alla fine dei quali chi si interroga su come diventare arbitro dovrà sostenere un esame finale. Ecco in cosa consiste:

  • una serie di test tecnici/associativi riguardanti il “Regolamento del Giuoco del Calcio” e il “Regolamento AIA”;
  • auna prova orale, consistente in un colloquio con la commissione esaminatrice;
  • un test di idoneità atletica basato su esercizi ginnici, spostamenti sul terreno di gioco e corsa alle diverse velocità.

Al termine delle prove fisiche il preparatore atletico degli arbitri compilerà una scheda, predisposta dal Settore Tecnico e approvata dal Comitato Nazionale, con la valutazione di ogni candidato e un giudizio di idoneità.

Se supera l’esame, il candidato otterrà l’affiliazione ufficiale alla sezione presso cui ha svolto il corso da arbitro di calcio. A quel punto diventerà ufficialmente membro dell’Associazione Italiana Arbitri FIGC.

Ciò comporta diversi vantaggi: gli sarà consegnata la tessera federale che permette l’ingresso gratuito in tutti gli stadi di calcio italiani, nonché tutto il materiale per poter dirigere le gare. Inoltre per i più giovani l’attività arbitrale concorre alla determinazione del credito formativo scolastico ai fini del punteggio finale dell’esame di Stato.

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Come diventare arbitro di calcio: la gavetta

Chi supera l’esame AIA potrà cominciare a esercitare nella prima categoria dell’arbitraggio, i “Giovanissimi”, con diritto a ricevere un rimborso per ogni prestazione effettuata.

Inizialmente l’arbitro di calcio alle prime armi sarà accompagnato da un “Tutor”, figura essenziale che gli insegnerà come sbrigare le pratiche burocratiche nonché la parte referendaria del dopo gara.

Chi intende fare carriera e si chiede come diventare arbitro di serie A, sappia che ad attenderlo vi sono diversi doveri e una gavetta piuttosto lunga: innanzitutto per mantenere l’affiliazione alla propria sezione dovrà partecipare almeno due volte al mese alle canoniche Riunioni Tecniche Obbligatorie.

Inoltre l’arbitro in erba dovrà dirigere un numero minimo di partite all’anno, durante le quali verrà esaminato da commissari speciali (ex arbitri che hanno frequentato un corso apposito) che valuteranno il suo operato per promuoverlo eventualmente alla categoria successiva. Funziona quasi come a scuola: a fine anno chi ha ottenuto dei buoni voti viene promosso alla categoria superiore, fino ad arrivare – si spera! – a diventare arbitro di serie A.

Gli anni a disposizione per avanzare di categoria non sono molti, dato che solitamente gli arbitri smettono di esercitare verso i 35 anni (45, in alcuni casi particolari), quindi il nostro consiglio è di entrare il prima possibile nel mondo arbitrale.

Un altro suggerimento che possiamo dare è di non smettere mai di allenare corpo e mente: chi si chiede come diventare arbitro di calcio dovrà avere un “fisico bestiale”, dato che durante le partite dovrà correre continuamente per stare al passo con l’azione.

Azione che dovrà valutare con grande perizia, tra l’altro. Perciò è importante restare sempre aggiornati sul regolamento calcistico e sulle tattiche delle squadre, in modo da non farsi prendere alla sprovvista durante le partite.

In caso non vi alletti l’intensa gavetta da arbitro, ma vorreste rimanere sempre nel campo… da calcio, c’è la possibilità di diventare assistente arbitrale, anche noto col nome di guardalinee. O ancora ci si può dirigere verso un altro iter, come quello per diventare allenatore di calcio. Anche questo percorso è piuttosto lungo e impegnativo, ma dopotutto non presenta un limite di “età pensionabile”!

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